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NEWS E COMUNICATI

Commozione e grande partecipazione alla celebrazione per la consegna della piastrina militare dell'alpino Virgilio Del Nero disperso in Russia nel gennaio 1943
Inserita il 21/02/10
Tutto il paese si è raccolto domenica mattina per la cerimonia solenne del rientro in patria della piastrina militare ritrovata durante alcuni scavi nella zona del fiume Don appartenuta all'alpino del battaglion Morbegno Virgilio Del Nero deceduto nella battaglia di Nicolajewka il 26 gennaio del 1943.
Gli alpini di Inverigo per l'occasione hanno portato il cappello del beato don Carlo Gnocchi, alpino e cappellano militare nel 1942 della divisione tridentina sul fronte russo. Diversi i gagliardetti dei Gruppi alpini intervenuti anche da fuori Provincia e rappresnetati dal Presidente della Sezione valtellinese Ettore Leali.
La S. Messa è stata celebrata da Monsignor Gabriele Comani, già cappellano militare della Croce Rossa Italiana e da poco chiamato a seguire la parrocchia di Albaredo per San Marco che nel corso dell'omelia appassionata e profonda ha richiamato il valore del gesto eroico dei nostri alpini chiamati ad adempiere il proprio dovere sul fronte russo. Terminata la Messa il sagrato della chiesa si è riempito davanti al monumento dei caduti di tutte le guerre. Il Sindaco Antonella Furlini ha ricordato che la piastrina appartenuta all'alpino Virgilio Del Nero è l'unico reperto tornato in paese in dotazione ai soldati locali impegnati nel secondo conflitto mondiale e per questo motivo assume un valore e una testimonianza importante per continuare a ricordare le gesta e l'esempio di chi ha servuito il proprio paese fino a dare la propria vita. La parola è poi passata a Patrizio Del Nero che rappresnetava la Provincia di Sondrio, ma anche i famigliari dell'alpino disperso in qualità di nipote. Del Nero ha ricordato come si è venuti in possesso del reperto e i motivi che hanno portato i famigliari alla donazione al Gruppo Alpini di Albaredo affinchè rappresneti tutti i soldati dispersi nel conflitto mondiale e quale testimonianza concreta di eroi e di valorosi uomini che attraverso il loro esempio le generazioni venute successivamente hanno potuto trarne giovamento. Del Nero ha ricordato inoltre il ruole di Don Gnocchi sottolòineando tra l'altro alcuni passi importanti della battaglia di Nikolajewka e dei gesti eroici del Battaglion Morbegno e degli Alpini. Ettore Leali, in qualità di Presidente dell'ANA valtellinese ha letto una pagina del libro di don Gnocchi "Cristo con gli Alpini" aggiungendo che, oggi, gli Alpini raccolgono concretamente la memoria dei dispersi nel lavoro quotidiano fatto di cose concrete e di solidarietà allo scopo di insegnare quei valori fondamentali di amore per la patria e la famiglia di cui gli alpini sono portatori. La cerimonia si è conclusa con la consegna della piastrina posata su un velo bianco, colore del battaglion Morbegno e della neve fredda del fiume Don,da parte della nipote di Virgilio, Isa Del Nero a nome di tutti i famigliari, al capogruppo degli Alpini di Albaredo per San Marco Nevio Ravelli che ha colto l'occasione per ricambiare della gratitudine e per ringraziare i famigliari dell'importante gesto. La cerimonia resterà sicuramente nella sotria e nella memoria degli abitanti di Albaredo che con grande commozione hanno seguito anche la preghiera dei combattenti e reduci letta dall'Assesore alla Protezione Civile l'alpino Ivan Mazzoni, l'appello dei dispersi fatto dal reduce Livio Mazzoni, classe 1923 accompagnato dal trombettiere con il suono del silenzio e l'inno nazionale per l'alza bandiera.
Di seguito la poesia di Giuseppe (Peppino )Ravelli nella lettera a Patrizio Del Nero dopo il ritrovamento della piastrina.

Caro Patrizio
Sapendo del ritrovamento della piastrina di riconoscimento, dalla lontana Russia e in quella famosa ansa del fiume, di tuo zio Virgilio, mi sono sinceramente commosso. Allora, sotto la neve, mi sono avviato per la Priula verso il tempietto dei caduti al "Dos de la Lumaga" e salendo mi sono ripetuto questi pochi versi che forse non sanno neanche di poesia:

TEMPIETTO VOTIVO AL RONCO
Psichedeliche luci
su mille colori,
ombre di pini e di cipressi
pietra dura come le ossa di Quelli
latrati di cani
in lugubri danze notturne,
grida assordanti di sangue
che sale a vene
su negli eterei spazi,
rantoli di prigionieri
che entrano negli occhi
come polvere,
perdono di  morti
che allungano la mano
ai vivi e li baciano
nel segno della morte.
Che pace ora,
solo l'anima respira,
mentre giochi d'amore
salgono su per la china
e la vita continua.

Dicembre 2009            Peppino- Morbegno



Domenica 21 febbraio cerimonia solenne per il ritorno della piastrina militare dell'alpino Virgilio Del Nero, caduto nel 1943 sul fronte russo
Inserita il 12/02/10
Il Comune di Albaredo per San marco in collaborazione con il Gruppo Alpini Albaredo

ALBAREDO PER SAN MARCO
DOMENICA 21 febbraio 2010
Commemorazione dei caduti nella battaglia di Wawarowka e Nikolajevka: consegna al Gruppo Alpini della piastrina militare, recentemente ritrovata, appartenuta all'Alpino Virgilio Del Nero della seconda divisione tridentina del battaglion Morbegno e morto nel gennaio 1943 nella battaglia di Nikolajewka.


Ore 10,00 S. Messa celebrata da monsignor Gabriele Comani
        Corteo al monumento dei caduti con benedizione
Alzabandiera accompagnato dal suono del silenzio
Discorsi delle autorità
Lettura della preghiera del Disperso.

Alla celebrazione sarà presente il Gruppo Alpini di Inverigo con il cappello dell'alpino Beato don Carlo Gnocchi, cappellano militare nella battaglia di Nikolajewka della seconda divisione tridentina sul fronte russo nel 1942.

Notizie sul ritrovamento della piastrina militare:
Dopo quasi 67 anni ritorna in Albaredo, dalla Russia, la piastrina militare dell'alpino Virgilio Del Nero morto nella battaglia di Nicolajewka nel 1943. Il racconto del nipote che l'ha recuperata.

Inserita il 24/12/09
"Forse non è stata solo una casualità". Così si esprime con emozione Patrizio Del Nero mentre inizia a raccontare come è avvenuto il ritrovamento, dopo quasi 67 anni della piastrina militare appartenuta allo zio Virgilio Del Nero, del 5° alpini, morto nella battaglia di Nicolajewka il 26 gennaio 1943.
"Sabato 21 novembre agli amici alpini di Albaredo Ivan e Nevio e Alberto capogruppo di Morbegno invio il seguente sms...su internet in un asta di cimeli militari ho trovato, dopo una segnalazione ricevuta via e-mail ieri mattina, la piastrina militare che portava al collo mio zio morto nella campagna di Russia nel 1943. Piastrina recuperata durante gli scavi a Volgograd (così dice la mail). Spero di riuscire a recuperarla. E' triste pensare che la vita di quanti sono caduti combattendo per la Patria, finisca, nei loro effetti personali, all'asta su internet, l'onore dei nostri caduti merita ben altro.
"Il giorno dopo, la domenica, prosegue Patrizio, agli stessi amici alpini mando un altro sms...sono a Inverigo in rappresentanza della nostra Provincia alla inaugurazione del monumento dedicato al cappellano alpino della Tridentina, beato don Gnocchi, che nel '42 assistette i nostri alpini in Russia. Guarda che casualità".
"Con gli alpini di Inverigo rimasi d'accordo che qualora fossi riuscito a recuperare la piastrina avrebbero partecipato a una cerimonia in Albaredo portando il cappello alpino di don Gnocchi che custodiscono presso la propria sede a testimonianza anche della casualità dell'avvenuto.
"L'asta si concludeva alle ore 3,45 della mattina del lunedì 23 novembre. Purtroppo non andò a buon fine sebbene per avere la piastrina offrii una cifra cospicua. Deluso per l'insuccesso, subito pensai a qualche trucco, decisi di contattare il venditore russo chiedendogli di informare l'acquirente per proporre un contatto. Il contatto andò a buon fine e dopo qualche peripezia finalmente il giorno del mio compleanno mi fu recapitata la busta raccomandata contenente la piastrina militare".
"Nella lettera che precedeva l'invio l'acquirente così scriveva... Del Nero Virgilio era un soldato del 5° reggimento alpino della 2° divisione alpina tridentina, la data del decesso è il 26/1/43. In quel giorno la tridentina si trovava a Nikolajevka . Ti mando qualche foto del sacrario". Saluti Fabio (Redipuglia-Gorizia).
"E' mia intenzione, conclude Patrizio, sentirò mio padre e mio zio, lasciare al piastrina al Gruppo Alpini Albaredo da tenere presso la loro sede. Credo sia il luogo migliore per conservarla e sicuramente avrebbe fatto piacere anche al mio povero zio".
La piastrina riporta i seguenti dati: 3540 (89) C Del Nero Virgilio di Felice e Del Nero Isabella, classe 1919 Albaredo Sondrio. I nominativi riportati sono quelli dei genitori.
La piastrina è il solo reperto tornato in Albaredo per San Marco di tutti i soldati morti nel secondo conflitto mondiale.
File allegato: Programma 21 febbraio piastrina.doc

Grande successo per la Ciaspolata con la luna piena
Inserita il 01/02/10
Hanno visto bene gli organizzatori, Gruppo Alpini di Albaredo e Gruppo di Protezione Civile di Albaredo, nella scelta di sabato 31 gennaio con la luna piena e 110 alla partenza. Paesaggio fantastico e di incredibile suggestione. Da quota 1300 msl a Scoccia sulla strada per il Passo san Marco a circa 4 km da Albaredo fino a quota 1830 msl al Rifugio Alpino in Alpe Piazza.
Successo e soddisfazione per tutti i partecipanti che hanno trovato nel caldo Rifugio il momento per il ristoro meritato. Che notte ragazzi!!! Non sapete cosa vi siete persi...lo diciamo a chi non ha partecipato. Comunque avete ancora una pèossibilità, l'edizione del gennaio 2011. Bravi a tutti e in particolare agli organizzatori Ivan e Nevio.


Monsignor Gabriele Comani seguirà la parrocchia di Albaredo, la prima Messa domenica 31 gennaio
Inserita il 21/01/10
Albaredo è pronto ad accogliere il prossimo 31 gennaio, monsignor Gabriele Comani che seguirà la nostra parrocchia. Dal 2008 dopo la scomparsa di don Antonio Corti, storico parroco del paese, la comunità religiosa del piccolo paese delle Orobie è in attesa di un nuovo sacerdote. E in questo periodo di vacanza la parrocchia ha fatto affidamento sulle chiese vicine. Don Comani è molto noto in Bassa Valle soprattutto a Morbegno, dove è stato uno dei fondatori del gruppo locale della Croce Rossa.
Nato a Gravedona nel 1946, oggi risiede a Roma e presta servizio nel Comitato centrale della Croce Rossa italiana. Cappellano capo del Corpo militare Croce Rossa italiana; direttore dell'Archivio storico Cri e responsabile dell'Archivio centrale di deposito Cri, ha frequentato il seminario diocesano di Como ed è stato ordinato sacerdote il 20 giugno 1971. E' stato poi vicario cooperatore nella parrocchia di San Giovanni Battista in Morbegno dal 1971 al 1974, canonico della collegiata di San Giovanni Battista a Morbegno e canonico cappellano della chiesa di San Pietro e dell'omonima confraternita di Morbegno dal 1971 al 1974. Poi responsabile dell'oratorio San Luigi a Morbegno negli stessi anni. Fondatore della delegazione della Croce rossa italiana a Morbegno nel 1974, è stato consigliere provinciale della Cri, Comitato di Sondrio, dal 1972 al 1974. Sempre a Morbegno fu assistente ecclesiastico scout del Gruppo Morbegno I° dal 1971 al 1974. Dopo essersi occupato di alcune parrocchie nel Comasco è stato nominato monsignore nel 1987.
«L'arrivo del nuovo parroco, che ho conosciuto in questi giorni - dice il Sindaco Antonella Furlini - ci ha resi particolarmente felici. Fra l'altro in un periodo di crisi di vocazioni, che dilatano i temi di assegnazione di nuovi parroci, siamo stati particolarmente sorpresi di questa bella notizia. La dipartita del nostro caro don Antonio ha lasciato la nostra comunità senza sacerdote a "tempo pieno" - continua il sindaco -. La valida collaborazione con la parrocchia di Morbegno ci ha consentito di celebrare le messe al giovedì e nelle festività. Un ringraziamento, infatti, va a don Andrea, arciprete di Morbegno, e a don Feliciano per la preziosa presenza e per l'attenzione che a noi hanno dedicato in questo lasso di tempo. Un sentito grazie anche a padre Philippe Taban che si è fermato da noi per qualche tempo. E ringraziamo il vescovo Diego Coletti, che ha trovato una soluzione definitiva con un sacerdote tutto per noi». Anche Patrizio Del Nero, Sindaco storico di Albaredo e attuale Presidente del Consiglio Provinciale di Sondrio ha voluto esprimere le sue felicitazioni "per un arrivo importante di un sacerdote importante per l'attività che ha svolto in diversi anni in ambito anche nazionale. E' una figura che qualificherà sicuramente la nostra comunità e che aiuterà a riempire il vuoto lasiato dall'indimenticabile Don Antonio". Del Nero non nasconde un piccolo sogno "mi piacerebbe tanto con Don Gabriele trovare la condivisione per un grande progetto che vorremmo portare a compimento ovvero la creazione del fondo Don Carlo Fabani, scomparso oltre un secolo fa, parroco di Valle oggi parrocchia di Albaredo e che aveva dedicato la sua vita, oltre all'impegno pastorale, anche allo studio scientifico della natura e inoltre aveva pubblicato autorevolissime considerazioni sul creazionismo confutando le tesi darwiniane dell'evoluzioniso. Ma di questo voglio parlarne personalemnte con Don Gabriele".


Sabato 30 gennaio Ciaspolata sotto le stelle
Inserita il 12/01/10
GRUPPO ALPINI ALBAREDO - GRUPPO DI PROTEZIONE CIVILE ALBAREDO PER SAN MARCO

DA SCOCCIA AL RIFUGIO ALPE PIAZZA
PERCORSO FACILE DI 4 KM CIRCA SOTTO LA LUNA PIENA

ISCRIZIONE 3 €
PROGRAMMA:

•ORE 20.15 RITROVO A SCOCCIA PER ISCRIZIONE (Sulla strada provinciale bivio Alpe Piazzo)
•ORE 20.45 PARTENZA (seguendo la strada che porta fino al Cornello proseguendo per il sentiero verso il rifugio)
•ORE 22.15 ARRIVO AL RIFUGIO ( dove si potrà degustare vin brulè o bevande calde)
•ORE 23 DISCESA AL CHIARO DI LUNA...

SI CONSIGLIA L'USO DELLE CIASPOLE, PER CHI NE FOSSE SPROVVISTO E' POSSIBILE NOLEGGIARLE PRESSO NEGOZI DI ARTICOLI SPORTIVI ANCHE SOLO PER IL PERIODO DI UN GIORNO.

E' OBBLIGATORIO ANCHE SE C'E LA LUNA PIENA UNA TORCIA O FRONTALINO PER ILLUMINARE IL SENTIERO.

PER INFORMAZIONI CHIAMARE NEVIO 338-5751736 , IVAN 338-3964614 O NADIA 338-4647620, ORE SERALI

POSSIBILITA' DI :
•CENA : € 13
( PASTA O MINESTRA , AFFETTATI E FORMAGGI MISTI, BEVANDE INCLUSE)

•CENA, PERNOTTAMENTO E PRIMA COLAZIONE : € 25

PER LA CENA ED IL PERNOTTAMENTO, DATA LA LIMITATA CAPIENZA DEL RIFUGIO E' OBBLIGATORIA LA PRENOTAZIONE DIRETTAMENTE AL GESTORE DEL RIFUGIO ( 338-4647620 ) ENTRO VENERDI' 29 ALLE ORE 12.00. PER LA SOLA CIASPOLATA NON E' NECESSARIA LA PRENOTAZIONE.

L'ORGANIZZAZIONE DECLINA OGNI RESPONSABILITA' PER OGNI EVENTUALE INCIDENTE, PRIMA, DURANTE E DOPO LO SVOLGIMENTO DELLA MANIFESTAZIONE

http://www.facebook.com/?ref=home#/phot … 1575171862


Dopo quasi 67 anni ritorna in Albaredo, dalla Russia, la piastrina militare dell'alpino Virgilio Del Nero morto nella battaglia di Nicolajewka nel 1943. Il racconto del nipote che l'ha recuperata.
Inserita il 24/12/09
"Forse non è stata solo una casualità". Così si esprime con emozione Patrizio Del Nero mentre inizia a raccontare come è avvenuto il ritrovamento, dopo quasi 67 anni della piastrina militare appartenuta allo zio Virgilio Del Nero, del 5° alpini, morto nella battaglia di Nicolajewka il 26 gennaio 1943.
"Sabato 21 novembre agli amici alpini di Albaredo Ivan e Nevio e Alberto capogruppo di Morbegno invio il seguente sms...su internet in un asta di cimeli militari ho trovato, dopo una segnalazione ricevuta via e-mail ieri mattina, la piastrina militare che portava al collo mio zio morto nella campagna di Russia nel 1943. Piastrina recuperata durante gli scavi a Volgograd (così dice la mail). Spero di riuscire a recuperarla. E' triste pensare che la vita di quanti sono caduti combattendo per la Patria, finisca, nei loro effetti personali, all'asta su internet, l'onore dei nostri caduti merita ben altro.
"Il giorno dopo, la domenica, prosegue Patrizio, agli stessi amici alpini mando un altro sms...sono a Inverigo in rappresentanza della nostra Provincia alla inaugurazione del monumento dedicato al cappellano alpino della Tridentina, beato don Gnocchi, che nel '42 assistette i nostri alpini in Russia. Guarda che casualità".
"Con gli alpini di Inverigo rimasi d'accordo che qualora fossi riuscito a recuperare la piastrina avrebbero partecipato a una cerimonia in Albaredo portando il cappello alpino di don Gnocchi che custodiscono presso la propria sede a testimonianza anche della casualità dell'avvenuto.
"L'asta si concludeva alle ore 3,45 della mattina del lunedì 23 novembre. Purtroppo non andò a buon fine sebbene per avere la piastrina offrii una cifra cospicua. Deluso per l'insuccesso, subito pensai a qualche trucco, decisi di contattare il venditore russo chiedendogli di informare l'acquirente per proporre un contatto. Il contatto andò a buon fine e dopo qualche peripezia finalmente il giorno del mio compleanno mi fu recapitata la busta raccomandata contenente la piastrina militare".
"Nella lettera che precedeva l'invio l'acquirente così scriveva... Del Nero Virgilio era un soldato del 5° reggimento alpino della 2° divisione alpina tridentina, la data del decesso è il 26/1/43. In quel giorno la tridentina si trovava a Nikolajevka . Ti mando qualche foto del sacrario". Saluti Fabio (Redipuglia-Gorizia).
"E' mia intenzione, conclude Patrizio, sentirò mio padre e mio zio, lasciare al piastrina al Gruppo Alpini Albaredo da tenere presso la loro sede. Credo sia il luogo migliore per conservarla e sicuramente avrebbe fatto piacere anche al mio povero zio".
La piastrina riporta i seguenti dati: 3540 (89) C Del Nero Virgilio di Felice e Del Nero Isabella, classe 1919 Albaredo Sondrio. I nominativi riportati sono quelli dei genitori.
La piastrina è il solo reperto tornato in Albaredo per San Marco di tutti i soldati morti nel secondo conflitto mondiale.



Ma quante fandonie sta "Amamont" e compagnia bella sulla questione Bitto. La fondazione Fojanini e l'ONAF sulla stessa lunghezza d'onda del Comune di Albaredo per San Marco
Inserita il 21/12/09
La fondazione Fojanini sollecitata dal Comune di Albaredo per San Marco ha preso posizione coerentemente con quanto sostenuto dal nostro Comune sulla denominazione del Bitto e sull'utilizzo della DOP affermando che mai ha assunto e legittimato posizione di propri dipendenti per iniziative non coerenti con l'attività e le prerogative del Consorzio di Tutela Bitto e Casera. Lo stesso ha fatto l'ONAF con una bella illustrazione di Renato Ciaponi che condividiamo integralmente (http://www.vaol.it/it/notizie/caso-bitt … zione.html). Oramai i detrattori sono rimasti soli e isolati sopratutto dopo la presa di posizione da parte della Provincia di Sondrio, Camera di Commercio e Coldiretti. E' del tutto evidente che i veri difensori della tutela del territorio e dei suoi prodotti tipici certificati e riconosciuti anche per le tradizioni nella lavorazione hanno marginalizzato quanti si pongono fuori da questa prospettiva perdendo credibilità ogni giorno che passa. Anche la testimonianza concreta che segue dimostra quanto sostenuto dal nostro Comune. Ora si apre lo spazio per un accordo senza equivoci, iniziando dai due Comuni di Albaredo e Gerola, avendo come obiettivo l'esclusivo interesse di tutela e salvaguardia della tipica produzione, del territorio e dei cariocatori di Alpeggio nonchè dei produttori che con la loro passione sono presenti tutto l'anno nelle nostre Valli di montagna senza bisogno di professori predicatori del nulla e distanti dalla realtà e dal nostro territorio e che non risulta facciano di mestiere i produttori di Bitto o abitino nei nostri paesi.
Hanno davvero stancato lor signori di Amamont e compagnia bella a proposito del Bitto e attività connesse. Lo avevamo detto che raccontavano solo fandonie e ne è una testimonianza concreta quanto ci racconta Nadia Cavallo ed Eugenio Motta gestori del Rifugio Alpe Piazza che integralmente pubblichiamo:
"Un po' di chiarezza su Amamont e l'Alpe Piazza
Amamont, nella persona del sig. Pianta, si difende dalle "affermazioni offensive e diffamanti" del Comune di Albaredo, coinvolgendo due persone che nella querelle non c'entrano nulla. I due gestori del Rifugio Alpino Alpe Piazza, nessuno dei due è caricatore di alcun alpeggio, erano presenti la mattina della costituzione dell'Associazione e di ciò non ne hanno mai fatto segreto con nessuno. I propositi che li hanno spinti a partecipare a questa iniziativa erano quelli di far parte di un nucleo di lavoro intento solo a promuovere, dal punto di vista turistico-didattico, le località d'Alpeggio, lontana dalle polemiche e guerre intestine legate alla produzione del Bitto. Nel gruppo costitutivo sono presenti persone che invece sono tra i protagonisti di questa discordia; per questo motivo, valutando che prima o poi anche questo gruppo sarebbe stato snaturato nelle sue finalità e coinvolto in polemiche  che appartengono (e i fatti di oggi ci hanno dato ragione!), secondo il nostro parere, solo ai politici ed ai grossi commercianti, ci hanno portato a presentare le nostre dimissioni. Non esistono complotti o intimidazione di alcun tipo! Vogliamo poi precisare al sig. Pianta, che evidentemente ha informazioni sbagliate, che l'Alpeggio non ha partecipato a nessun progetto "Ragazzi in alpeggio"; le attività di educazione ambientale condotte in questi anni presso il rifugio, sono state organizzate da Nadia Cavallo, consulente scientifica ed educatore ambientale dei Musei Civici di Lecco grazie ad un progetto realizzato per le scuole lecchesi di ogni ordine e grado che ha coinvolto tutti i musei provinciali lombardi, la Fondazione CARIPLO e lo stesso Museo di Storia Naturale di Lecco (Progetto EST- Educare alla Scienza ed alla Tecnologia- Gli Alpeggi: una risorsa naturale e storica). I soggiorni estivi per i ragazzi sono organizzati in collaborazione con il Museo di Scienze Naturali "E. Caffi" di Bergamo e il Parco delle Orobie Valtellinesi ed ha sempre come responsabile del progetto Nadia Cavallo e il Rifugio Alpe Piazza. Confermando le nostre intenzioni a voler rimanere estranei a queste polemiche, gradiremmo non essere più coinvolti in questioni che non ci appartengono. Ricordiamo solamente che dietro al Bitto ci sono persone anonime che chiedono solo di lavorare seriamente e che i problemi che li riguardano non sono i pizzi e i merletti per decorare un formaggio ma i problemi seri di una azienda zootecnica di alta montagna e non di fondo valle. La tutela di un prodotto, a nostro umile parere, dovrebbe iniziare da qui.
Nadia Cavallo
Eugenio Motta

In questa vicenda hanno finora parlato e straparlato e raccontato fantasie e bugie tutti fuorchè i veri, unici e diretti interessati che con le loro fatiche ci danno il prelibato Bitto delle nostre Valli ovvero i caricatori, pastori e casari (escludiamo i Sindaci dei Comuni che almeno sono i rappresentanti legali di alcuni alpeggi) e questa la dice lunga sugli interessi. Noi ovviamente stiamo con questi ultimi, con i produttoi e non con i suonatori stonati del piffero. Meglio stendere un velo pietoso.
ALTRE PRESE DI POSIZIONE:
http://www.vaol.it/it/notizie/l-appello … agina.html
SI LEGGA ANCHE IL DOCUMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI ALBAREDO PER SAN MARCO PUBBLICATO IN QUESTE NEWS.


Ancora bugie e malafede sul Bitto...un pò di chiarezza
Inserita il 08/12/09
Il Consiglio Comunale di Albaredo per San Marco ha preso una posizione chiara sulla vicenda Bitto.
Punto primo: la difesa del Bitto di origine non è prerogativa esclusiva né del Comune di Gerola nè dell'associazione produttori che fino a poco tempo fa poteva essere legittimamente denominata Bitto Valli del Bitto, ma ora dopo la decisione giusta e condivisibile di Bruxelles non può più utilizzare tale denominazione e che oggi associa si e no poco più di una decina di produttori degli alpeggio delle valli del Bitto;
Punto secondo: sul Bitto di origine sono prevalsi in questi anni interessi commerciali di pochissimi a discapito di tutti i produttori delle Valli del Bitto e si potrebbero documentare a lungo tali interessi ivi comprese le dichiarazioni che imponevano a tutti gli alpeggiatori aderenti all'associazione di conferire il prodotto presso il cosiddetto centro del Bitto gestito dalla Bitto trading spa: Infatti così scrive il Dirigente della Regione Lombardia in data 30 luglio 2004 alla Società Valli del Bitto trading spa: "La domanda prevede la realizzazione di una nuova unità produttiva che comporta un aumento della capacità complessiva di trasformazione del soggetto richiedente di prodotti non tipici o biologici in contrasto con quanto previsto al punto 5.2, ultimo capoverso settore lattiero caseario, dell'art 1 della dgr n.16773/2004... e poi ancora... la domanda è priva di parte della documentazione prevista in quanto la scheda di misura è incompleta e non correttamente compilata, il certificato di iscrizione alla CCIAA non attesta la vigenza. I bilanci sono privi del loro deposito presso la CCIAA e mancano i preventivi degli investimenti relativi ad impianti e attrezzature. Inoltre, l'iniziativa non garantisce l'integrazione di filiera in quanto i locali di stagionatura risultano sovradimensionati rispetto ai quantitativi di prodotto da trasformare previsti come obiettivo finale del progetto e conferiti attraverso i contratti di filiera presentati. (ma quali dichiarazioni hanno fatto i conferenti? Oltre al formaggio conferivano anche il latte? Se è così c'è molto da chiarire) Infatti la lettera continua... I contratti di filiera presentati prevedono il conferimento di latte vaccino, ma il progetto non prevede l'installazione di impianti per la sua lavorazione. C'è da domandarsi...a quale scopo furono fatti sottoscrivere contratti di conferimento del latte vaccino se il progetto non prevedeva gli impianti di lavorazione? Anche su questo va chiarito...e non poco. Non risulta che la domanda di finanziamento inoltrata sulla misura G) del Piano Sviluppo Rurale del 2006 sia stata accolta, tuttavia per quale motivo sono state fatte o fatte fare ai produttori delle dichiarazioni autentiche di conferimento di latte vaccino quando non erano previsti nel progetto gli impianti di trasformazione?
Punto terzo: sempre sulla vicenda del Bitto sono calati come falchi alcuni improvvisati professionisti che ne hanno fatto un interesse personale proponendo progetti interreg e fantomatici comitati di riconoscimento quale patrimonio dell'Unesco, con il risultato di far perdere la faccia alle Valli del Bitto. Infatti, allo stato attuale, non risulta che tali progetti siano stati accolti;
Punto quarto: se non è stata ottenuta la sottozona di denominazione "Bitto Valli del BItto" a fianco della DOP e nel nuovo disciplinare è di totale responsabilità di chi dirige l'Associazione produttori per l'atteggiamento demagogico e becero di chiusura;
Potremmo proseguire ancora per molto, ma al momento ci feriamo quì.
Precisiamo che dal 2006 il Comune di Albaredo per San Marco ha adottato il totale silenzio stampa sulla vicenda sebbene dal Sindaco di Gerola e dagli esponenti dell'Associazione produttori vi siano state continue e documentate polemiche e insulti nei confronti degli amministratori del Comune di Albaredo per San Marco, ma quando la misura è stata colma abbiamo deciso di agire e lo faremo fino in fondo a difesa della dignità della nostra Valle e dei nostri produttori.
Il Sindaco di Gerola ha scritto in una sua recente dichiarazione sulla stampa:"Agli amici caricatori di due alpeggi di Albaredo che alcuni anni orsono sono stati costretti dal loro sindaco ad uscire dalla "Associazione produttori valli del Bitto" (questa è la vera verità) dico solo che quando vorranno rientrare nella associazione saranno accolti a braccia aperte, ricordo solo per cronaca che già attualmente gran parte degli alpeggi di Albaredo sono parte della associazione di Gerola e sono ben contenti di farne parte". Come si può essere così imprevidenti e spudorati nello scrivere ciò?
Probabilmente sono finite le argomentazioni se anzichè i fatti veri si dicono delle falsità. Primo fatto: nel Comune di Albaredo sono presenti 5 alpeggi, 3 di questi e non due (Piazzo, Lago e Pedena) non condividono quanto fatto e quando sta facendo l'associazione produttori per i motivi più volte richiamati. Gli altri due alpeggi sono attualmente monticati da persone non residenti nella Valle del Bitto di Albaredo. Tuttavia non su questo vogliamo soffermarci, ma sul fatto che i produttori di Albaredo che monticano gli alpeggi comunali sarebbero stati "costretti a uscire dall'Associazione", tale affermazione oltre ad essere palesemente falsa è anche ridicola. Non esiste alcun documento in tal senso, è sufficiente invece, prima di scrivere ci si documenta, leggere la stampa del 2005-2006 che documenta con dichiarazioni quanto detto dal Presidente dell'Associazione menzionata che ha usato più volte la minaccia poi attuata di cacciare dall'associazione i produttori che, per loro scelta autonoma, avrebbero continuato ad aderire al Consorzio di tutela Bitto e casera. Il Sindaco di Gerola, si informi, prima di scrivere ed eviti l'ennesima figuraccia. Risponda anche a questa domanda: per quale motivo i due produttori sono stati esclusi dal presidio slow food? Si da il caso che tra tutti i produttori delle Valli del Bitto i due produttori che monticano gli alpeggi comunali di Albaredo rispettano rigorosamente il metodo tradizionale e senza l'utilizzo di integratori. Su altri alpeggi appartenenti all'associazione produttori non mettiamo le mani sul fuoco, del resto le foto pubblicate tempo fa sulla stampa stanno a dimostrare che mentre da una parte si grida allo scandalo per l'uso degli integratori o mangimi con l'altra si fa tutt'altro. Abbiamo motivo di pensare che la citata Associazione abbia agito con irregolarità ed è per questo che legalmente verificheremo l'accertamento dei fatti.
Il Bitto è dei produttori in primo luogo, tuttavia alle varie manifestazioni o convegni organizzati a Gerola per la cosiddetta tutela di produttori del Bitto se ne sono visti ben pochi, mentre si sono visti ben altri interessati e questo la dice lunga...molto lunga.



Il Consiglio Comunale di Albaredo per San Marco approva alla unanimità un ordine del Giorno sulla vicenda Bitto a tutela dei produttori e dei consumatori contro le strumentalizzazioni di pochi
Inserita il 01/12/09
Nel Consiglio Comunale del 30 novembre il Consiglio Comunale di Albaredo per San Marco ha ampiamente discusso la nota vicenda del formaggio Bitto dopo l'approvazione del nuovo disciplinare della DOP approvato dalla Commissione europea.
Nel Consiglio Comunale si è voluta inoltre fare chiarezza sulla posizione assunta in questi anni dall'Amministrazione Comunale le cui vicende di questi giorni ne hanno confermato la giustezza. Tuttavia la continua e menzognera campagna promossa dall'Associazione produttori del formaggio della Valgerola non poteva passare sotto silenzio. La guerra tra i poveri non serve a nessuno e quanti oggi continuano in quella strumentale campagna otterranno il rusultato di penalizzare i produttori e il territorio delle Valli del Bitto. L'assenza di quasi tutti i produttori al convegno di gerola di sabato 28 novembre ne è la chiara dimostrazione che oramai la polemica strumentale è interessse di pochi non produttori che hanno ben altre mire che la tutela della originarietà del prodotto.
Il Comune di Albaredo per San Marco tutelerà i propri produttori così come ha fatto in questi anni essendo il Comune sul cui territorio sono presenti ancora 15 operatori agricoli, un caseificio ed essendo il solo Comune delle Valli del Bitto dove l'attività è presente tutto l'anno in modo esteso.
Il Consiglio Comunale ha inoltre apprezzato il documento assunto dalla Provincia di Sondrio, Camera di Commercio e Coldiretti a sostegno del nuovo disciplinare e del Consorzio di Tutela. Purtroppo ancora una volta adepti dell'Associazione richiamata non avendo argomenti validi e inconfutabili tentano di ricostruire la vicenda del Bitto in modo fantasioso e farsesco e per lo più privo di verità.
Mettere fine a questa situazione è dovere delle istituzioni responsabili nel rispetto del pronunciamento della commissione europea e con il rigoroso controllo nell'utilizzo del marchio e della denominazione "Bitto".
In allegato il documento approvato alla unanimità dal Consiglio Comunale.
File allegato: OdG Cons Com Albaredo su Bitto_30_11_09.doc

Le menzogne sul Bitto dell'Associazione produttori Bitto di Gerola. Albaredo lavora per la tutela del territorio, dei consumatori e dei produttori.
Inserita il 26/11/09
Sulla stampa locale di oggi 26 novembre vengono diffusamente riportate dichiarazioni di commento all'approvazione del disciplinare per la produzione del Bitto da parte della Commissione europea.
La Valle del Bitto di Albaredo ed il Comune di Albaredo per San Marco proprietario di 2 alpeggi storicamente fa parte del territorio che ha dato origine alla produzione del Bitto tipico. Ancora oggi il Comune, primo tra tutti, gestisce la monticazione degli alpeggi prevedendo regole chiare sulla tecnica di lavorazione in vigore da secoli. Ancor oggi Albaredo con i suoi alpeggi comunali rispetta la tecnica tradizionale e con i suoi casari ottiene ogni anno i riconoscimenti di più alto livello.
Le Vali cha hanno dato origine al Bitto sono appunto le Valli del Bitto di Albaredo e Gerola.
Tuttavia la Valle di Albaredo è l'unica delle Valli di origine del Bitto dove ancora l'agricoltura è parte attiva dell'economia locale con ben 15 aziende agricole e con i prati pascoli impervi, ma falciati al 95%. Il caseificio AlpiBitto di Albaredo, in controtendenza rispetto a tutti gli altri caseifici incrementa la produzione di ben oltre il 10% in più rispetto alla precedente stagione. E' un risultato eccezionale che premia gli investimenti e il lavoro tenace svolto dall'Amministrazione Comunale, facendo di Albaredo esempio concreto per l'intera montagna italiana. La Valle di Albaredo non ha bisogno delle fiction per dimostrare la propria tipicità agricola di territorio e di produzione, come avviene in altre vicine realtà che hanno costruito edifici destinati a casera senza avere una sola azienda agricola attiva presente tutto l'anno sul territorio e che stagiona in prevalenza formaggio prodotto in Provincia di Lecco e di Bergamo. Pertanto gli investimenti andrebbero indirizzati verso territori e aziende agricole ancora operanti. Faremo una battaglia in sede regionale per affermare questo.
Per questo motivo appaiono stupefacenti le dichiarazioni dell' Associazione produttori del Bitto di Gerola che rivendica la primogenitura della produzione arrogandosi diritti e meriti di tutela del Bitto di origine.
L'associazione produttori delle Valli del Bitto non rappresenta le Valli del Bitto e non rappresenta e non è riconosciuta da tutti i produttori, ma soprattutto non è riconosciuta e non rappresenta i produttori di quelle aziende agricole che hanno la loro sede e presenza, tutto l'anno, nelle Valli del Bitto.
E' evidente la speculazione commerciale a danno del territorio che tale Associazione persegue da anni con campagne spesso diffamatorie di altri produttori e di altri territori che non hanno fondamento di verità.
E' stucchevole leggere alcune dichiarazioni del rappresentante di tale associazione secondo il quale "Oggi si è consacrato che il Bitto si fa in due modi. Uno come si faceva una volta con vacche da 5,6 litri, che hanno sempre fatto quella produzione, vacche alimentate a erba in alpeggio. E che si può fare il Bitto anche con gli animali cresciuti con i mangimi. Un modo di fare allevamento che distrugge il pascolo, le mucche fanno più latte e non mangiano più l'erba". Tale dichiarazione è frutto di sola ipocrisia perché chi la dichiara sa che le uniche vacche e gli unici alpeggi che ancor oggi sono caricati con vacche provenienti dalle stalle di montagna sono quelli di Albaredo, mentre quelle degli alpeggi monticati dai componenti dell'Associazione provengono dal fondo valle ed hanno proprio il regime alimentare che viene contestato. Un controllo più accurato ai produttori e negli alpeggi di quell'associazione porterebbe alla luce che quanto viene contestato proprio in quegli alpeggi viene praticato.
E' inaccettabile che continui tale disinformazione che ha il solo obiettivo di difendere rendite di posizione commerciali personali.
Il ruolo che ha svolto e che svolge il Consorzio di tutela Bitto e Casera è di fondamentale importanza a tutela in primo luogo dei consumatori, ma anche dei produttori. L'agricoltura ancora praticata nella Valle del Bitto di Albaredo ne è un esempio positivo per tutta la montagna lombarda.
L'appello che facciamo è rivolto alle istituzioni affinchè siano sostenute le iniziative di chi ancora opera con fatica e difficoltà economica nei territori di montagna facendo proseguire tradizioni utili a tutto il comparto zootecnico, Su questo Albaredo non è secondo a nessuno. Le continue polemiche di pochi hanno il solo risultato di penalizzare il territorio e di penalizzare ancor di più i nostri produttori. Avremmo preferito fare a meno di prendere posizione, ma quando la misura è colma e quando le bugie la fanno da padrona è dovere anche del pubblico amministratore assumere una posizione.
Il Comune di Albaredo per San Marco ringrazia i casari Ernesto e Flavio per i fantastici risultati ottenuti con i primi premi nella recente mostra del Bitto in occasione della fiera dei prodotti della montagna lombarda tenuta a Morbegno e con loro tutti i nostri caricatori e pastori che ogni anno dedicano con passione il loro lavoro e la professionalità nella gestione degli alpeggi e delle aziende agricole con risultati meritevoli che spesso non trovano citazione negli inutili e ridondanti convegni fatti solamente per pagare relatori che non hanno alcun rapporto con il territorio.

Antonella Furlini, Sindaco del Comune di Albaredo per San Marco

Albaredo per San Marco, lì 26 novembre 2009.



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